Carnage

7 Febbraio 2012 ore 21

UN FILM DI ROMAN POLANSKI. LEONCINO D'ORO AGISCUOLA ALLA 68. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2011). - CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2012 PER MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (JODIE FOSTER E KATE WINSLET).

Prezzo biglietto intero: 5.00

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In breve

 

Due ragazzini si azzuffano in un giardino e i rispettivi genitori decidono di incontrarsi per appianare i rancori in modo civile. Ben presto, però, i quattro tireranno fuori le proprie contraddizioni più profonde fino alla massacrante resa dei conti, in cui ognuno si rivelerà per quello che è veramente...

si ringrazia www.iovadoalcinema.it

Il commento di Anna

 

"Sembrerebbe una commedia al vetriolo di Woody Allen, invece l'ha diretta Roman Polanski, assente da Venezia perché altrimenti verrebbe estradato in America e finirebbe in carcere per un'antica, quanto orrenda storia di violenza su una minorenne per la quale è stato condannato. Assente (giustamente) l'uomo, resta alla Mostra il suo film, 'Carnage', passato in concorso ieri. Accolto da risate e applausi. È l'adattamento per lo schermo del testo teatrale 'Il dio del massacro' di Yasmina Reza (...), Eppure i quattro personaggi, egregiamente interpretati da attori del calibro di Kate Winslet, Christopher Waltz, Jodie Foster e John C. Reilly scivolano inesorabilmente, tra un caffè e una fetta di torta, verso uno scontro che separerà le due coppie, ma anche marito e moglie all'interno di una stessa coppia. Una divertente, amara, sottilissima resa dei conti insomma, che rivelerà pregiudizi e contraddizioni, miserie e meschinità dei quattro protagonisti. Fedele al testo originale, Polanski si destreggia con eleganza e in tempo reale, senza neppure un'ellissi, tra il continuo alternarsi di complicità che ogni minuto sembrano modificare lo scacchiere delle alleanze tra i personaggi." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 2 settembre 2011)

 

"Non c'è il sangue, non c'è il ferro, eppure è una guerra, una 'Carneficina' in piena regola. Due coppie di borghesi piccoli piccoli - Kate Winslet e Christoph Waltz, Jodie Foster e John C. Reilly - si massacrano nel salotto di casa. Avrebbero dovuto risolvere la rissa scoppiata tra i rispettivi figli - un bastone, due denti - ma non è un gioco da ragazzi: risatine, isteria, nevrosi, e il Dio del massacro prende il sopravvento. Dall'esilio parigino, Roman Polanski prende la pièce di Yasmina Reza e si regala un divertissement abile, cinico, autobiografico - la reclusione tra quattro mura chissà da dove viene? - e nostalgico: vi ricordate il suo primo film, 'Il coltello nell'acqua'? E gira da dio, con movimenti di macchina ariosi quanto costretti: non c'è altro, non c'è tensione sessuale o indagine politica, ma un esercizio di stile affidato alla bravura degli interpreti. Su tutti, il nostrano Reilly, poi il fichetto Waltz, mentre la Winslet vomita genuina e la Foster va fuori giri. Perfido e decorativo." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 15 settembre 2011)

 

"Il tramonto dell'Occidente in un appartamento di New York. L'occasione è banale: due ragazzini hanno litigato e uno ha spaccato due denti all'altro. Il dramma sarà epocale (ma esilarante). (...) Coppia contro coppia dunque, ma anche mariti contro mogli, mogli contro mogli, mariti contro mariti, cinici contro idealisti, borghesi contro alternativi, e via distinguendo e accusando, in un carosello di identità parziali e derisorie difese con ogni mezzo. La pièce di Yasmina Reza si chiama 'Il dio della carneficina'. Polanski e i suoi quattro prodigiosi attori ne fanno uno scintillante saggio di cinema da camera in cui ogni parola, ogni gesto, ogni impercettibile trasalimento svela e insieme nasconde interi mondi. Magistrale." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 settembre 2011)

 

"Sebbene fosse in testa alle classifiche della critica internazionale, non ha vinto il Leone d'oro, ma adesso che esce in sala potrebbe ricevere il premio del pubblico. Un pubblico maturo, che accetti di ridere, e parecchio!, restando tuttavia con un retrogusto amaro in bocca: perché di certo 'Carnage', che Roman Polanski ha realizzato sulla base dell'omonima commedia della franco/ iraniana Yasmine Reza, di noi borghesi occidentali in crisi disegna un ritrattino al vetriolo. (...) Dalla discrepanza fra la facciata perbenista e le sotterranee pulsioni di cinismo e disperazione viene a configurarsi un paradossale scenario nel quale Polanski si muove a proprio agio con l'usuale maestria. Conferendo fluidità a un'azione che si svolge in un unico ambiente, facendo scattare perfetti tempi comici e mantenendosi in equilibrio fra divertita ironia e nero nichilismo. Meraviglioso il quartetto di attori, con una nostra piccola preferenza a favore di Waltz/Winslet. Musica di Desplat, costumi di Canonero, di 'Carnage' da Venezia abbiamo scritto che è un vero gioiello. Ora lo ribadiamo." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 settembre 2011

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