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UN FILM DI J.J.ABRAMS. FILM D'APERTURA IN 'PIAZZA GRANDE' AL 64MO FESTIVAL DI LOCARNO (2011).
Prezzo biglietto intero: 5.00€
Ohio, estate 1979. Un gruppo di adolescenti è testimone di una catastrofe ferroviaria mentre sta girando un film in super 8: nasce subito il sospetto che non si sia trattato di un incidente e poco dopo in paese iniziano ad avere luogo insolite sparizioni e altri eventi inspiegabili. Le autorità locali indagano per scoprire la verità mentre un plotone militare fa di tutto per eliminare le tracce di un minaccioso segreto. Nel frattempo i ragazzini scopriranno il perché dell'arrivo dei militari e che dietro l'incidente si nasconde qualcosa di terrificante...
si ringrazia www.iovadoalcinema.it
Critica "Il film racchiude un'antologia di citazioni dal cinema spielberghiano e da tutto il repertorio degli ultimi trent'anni di fantascienza: dal carcere-miniera come in 'Alien 2' all'amoretto adolescenziale in stile 'Transformers' ai militari americani senza scrupoli come in 'Avatar'. Quel che va a controtendenza - invece - è la tipologia dell'alieno: minaccioso ma più vittima che carnefice (è stato a lungo imprigionato e torturato da noi terrestri) e ansioso soltanto di riappropriarsi della sua astronave per tornare a casa. Un discendente dichiarato di 'E.T.', insomma, anche se molto più aggressivo e che ha sostituito gli occhi languidi della creatura spielberghiana con un ceffo alla Giger simile a quello di 'Alien'. Tarato sul pubblico dei 'teen', il film si lascia guardare, ma offre poche novità. Eccetto appunto il ritorno dell'alieno 'buono'- praticamente sparito dopo settembre e sostituito da feroci predatori dello spazio. Imperdibili, invece, i titoli di coda (non affrettarsi a uscire dalla sala, quando, il 9 settembre, arriverà sugli schermi italiani), dove si può vedere l'esilarante filmetto horror realizzato, tra un pericolo e l'altro, dai coraggiosi amici." (Roberto Nepoti, '
"Un vero omaggio all'idolo di J.J. da quando l'uno s'innamorò de 'Lo Squalo' a 9 anni, e l'altro lo prese adolescente sotto la propria ala protettiva chiedendogli di metter mano ai suoi filmini in Super 8, appunto. Gli aspetti reciprocamente biografici, dunque, fanno di questo tripudio di fanta-avventura da ragazzi un elemento di attenzione più forte del film in sé. E il fenomeno in odore di cult è stato così sapientemente annunciato dalla campagna promozionale 'virale' - tale è l'inquietante aggettivo con cui si esprime l'insano gergo del marketing - da non lasciare quasi sorprese. (...) Con coraggio è riuscito a mescolare gli omaggi ai propri punti di riferimento, ovvero la fantascienza/horror dal '50 ai '90 e che non solo di Spielberg visse. (...) La creatura, che spesso ci guarda in soggettiva e raramente è inquadrata se non attraverso specchi, nasce prevedibilmente come effetto della Guerra Fredda che fu, di quei segreti militari made in Usa ridestati perfino nei 'Transformers - 5° capitolo' - usciti un mese fa. Ma a differenza degli umanissimi robots, in 'Super 8' i protagonisti, si diceva, sono ragazzi, e tutti tra i 15 e i 16 anni, in cui spicca la promettente Elle Fanning già vista in 'Somewhere' di Sofia Coppola. La volontà, che è anche una sfida, è quindi di rivolgersi ai loro contemporanei, perché se 'Lost' e affini risultano loro solo parzialmente accessibili, gli orizzonti del fantasia formato famiglia restano pressoché immutati, a garantire un linguaggio che supera gli spazi e i tempi." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 4 agosto 2011)
"Non è vero che il grande pubblico popolare vuole sempre la solita zuppa, ogni tanto accetta la sfida curiosa e ribalta le previsioni di marketing. (...) Difficile non pensare a film come 'Matinée' di Joe Dante, a 'I Goonies' di Richard Donner, a 'Stand by Me' di Rob Reiner, naturalmente a 'Incontri ravvicinati del terzo tipo' o 'La guerra dei mondi ' di Spielberg. E tuttavia l'ispirazione è sincera, non di ricalco esteriore trattasi; l'intreccio emotivo in bilico tra adolescenziali incespichi amorosi e irresponsabili esperimenti scientifico militari rivela una qualità d'autore che s'impone, capace, evidentemente, di attrarre sia il pubblico di ieri cresciuto con 'E.T.' sia quello di oggi gasato da 'Transformers'. Poi certo, 'Super 8' non sarà un capolavoro, ma mostra come il cinema a forte contenuto spettacolare può convivere con uno stile più disteso e toccante, dove contano ancora il gioco dei sentimenti e le strettoie dell'esistenza." (Michele Anselmi, 'Il Riformista', 4 agosto 2011)
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